L’opera

Sebastiano DessanayThe Cry of the Double Bass è un’opera da camera con musica del contrabbassista e compositore Sebastiano Dessanay e libretto dello scrittore e regista teatrale Mike Carter.

Narra la storia di un artista senza nome, del cui percorso traccia le tappe dall’infanzia fino al suo diventare musicista di talento. Il lavoro esplora l’evolversi del suo rapporto con la musica e con il contrabbasso mentre si batte per realizzare il desiderio del suo cuore. Altamente simbolico e raccontato come fosse un mitico racconto popolare, mescola la commedia al dramma mentre fa i conti con quelle sfide che molti artisti conoscono fin troppo bene.

The Cry of the Double Bass è la prima opera originale che affronta temi raramente presi in considerazione nel contesto operistico. La musica e l’esperienza musicale diventano argomenti principali; un suonatore e il suo strumento storicamente trascurato – il contrabbasso – sono i protagonisti attorno ai quali si sviluppa la trama; la creatività, la ricerca interiore e spirituale dell’artista, e il modo in cui la società percepisce i musicisti sono altri temi di rilevante importanza.

Il lavoro contiene un messaggio universale, che è valido in generale e va oltre i confini del mondo degli artisti e che è importante in particolare per il pubblico giovane: le decisioni si prendono seguendo il proprio cuore. La comunicatività dell’opera è efficace su vari livelli e con tutti i tipi di pubblico.


 

Introduzione

Il Ragazzo

The Cry of the Double Bass è il risultato creativo della pluriennale esperienza di Sebastiano Dessanay sia come contrabbassista che come compositore. Nel 2014 Sebastiano ha completato un dottorato al Birmingham Conservatoire. Attraverso la composizione musicale ha esplorato il complesso rapporto tra il contrabbassista e il suo strumento.  Il progetto di dottorato di Sebastiano ha avuto come fulcro il processo creativo che ha portato alla composizione di un considerevole pezzo musicale in cui il contrabbasso ha un ruolo prominente.

Il piano iniziale prevedeva di mettere in musica il dramma in un atto Il contrabbasso (Der Kontrabass) di Patrick Süskind. Quando l’editore non ha concesso di utilizzare il testo in altro modo che non fosse un monologo, Sebastiano ha commissionato un nuovo libretto, in cui al centro ci fosse ancora il contrabbasso. Ma il non essere più vincolato al testo di Süskind ha consentito a Sebastiano di includere nel lavoro altri aspetti della sua personale esperienza di musicista che voleva venissero esplorati.

Il libretto finale è dello scrittore inglese Mike Carter, con cui Sebastiano ha lavorato in stretta collaborazione per più di un anno prima di arrivare alla bozza finale del testo. Insieme hanno guardato a tutti gli aspetti della ricerca, usando il testo di Süskind come punto di partenza ma sviluppando in seguito alcuni concetti e traendo nuova ispirazione dall’esperienza personale di Sebastiano sia come compositore che come strumentista.

The Cry of the Double Bass  è stato completato nell’estate del 2013 e alcuni estratti sono stati registrati al Birmingham Conservatoire dall’ensemble contemporaneo Thumb diretto da Dan Watson.


 

Lavoro di Ricerca

di Sebastiano Dessanay

Una delle domande più frequenti che mi sono fatto come musicista probabilmente è ‘come posso essere un musicista migliore?’ che può essere declinata in ‘come posso superare problemi tecnici e musicali?’ Inoltre, come compositore mi sono sempre ritrovato davanti alla sfida di iniziare una nuova composizione, dovendo spesso superare il familiare blocco creativo dello scrittore. Dentro di me è emersa una nuova domanda: ‘posso creare un lavoro nuovo sfruttando i miei problemi tecnici e musicali, e in che modo?’ o in altre parole ‘può il mio essere uno strumentista essere sfruttato per un progetto creativo?’

‘Nessun compositore con un po’ di dignità scriverebbe per il contrabbasso, avrebbe più buongusto. E se mai lo facesse, sarebbe come per scherzo’. Questa citazione da Il contrabbasso di Süskind non solo contiene il punto di vista personale del protagonista riguardo allo strumento e al suo repertorio, ma riflette anche una tendenza molto comune del passato a percepire il contrabbasso come uno strumento ‘goffo’, cosa che nel corso della storia ha dissuaso molti compositori dallo scrivere per lo strumento. Molto spesso i luminari del contrabbasso erano ‘contrabbassisti che per frustrazione si diedero alla composizione’. Mi sono sentito come se Patrick Süskind stesse sollecitando le domande filosofiche di cui sopra.

Il Grande CIl mio personale percorso come contrabbassista e compositore insieme mi ha posto in una posizione privilegiata per capire molte delle problematiche sollevate da  Süskind. Paradossalmente scritto da un non musicista, il libro presenta un appassionato monologo di un contrabbassista, personaggio centrale dell’opera, la cui esistenza (sia nel mondo della musica che al di fuori) è stata fortemente influenzata dalla presenza del contrabbasso, ‘il dannato oggetto’. Come nel noto romanzo di  Süskind Il profumo, la storia riflette la psicologia, le ossessioni e i comportamenti del protagonista in quanto emarginato. L’intero libro è intriso di un senso di frustrazione scatenato da questioni che vanno dalle limitazioni tecniche dello strumento al rapporto tra il contrabbassista classico contemporaneo e i maestri del passato (sia strumentisti che compositori), passando per tutte le esperienze che la vita da orchestrale comporta.

Questo contesto ha dato rispota alla mia domanda principale ‘posso creare un lavoro nuovo sfruttando i miei problemi tecnici e musicali, e in che modo?’ e ha anche offerto una forte motivazione per espandere e sviluppare in un più ampio lavoro musicale ispirato al testo di Süskind quei conflitti romanzati ma reali. Il mio progetto creativo tenterà di risolvere il citato senso di frustrazione utilizzando il contrabbasso (e il ruolo centrale del contrabbassista) come mezzo per esplorare materiale musicale contemporaneo. La creazione di quest’opera può essere intesa come atto catartico attraverso cui le frustrazioni dello strumentista possono essere liberate. Il mio ruolo di compositore è servito da catalizzatore per stimolare questo processo di redenzione.


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